Dopo la strage di Capodanno a Crans-Montana, le indagini proseguono non senza diverse situazioni polemiche e controverse.
Il gesto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, verso le vittime ricoverate al Niguarda dopo i fatti di Crans-Montana sta rendendo meno amare queste ore durante le quali stanno montando diverse polemiche legate alla strage di Capodanno e allo svolgimento delle indagini. In particolare, ci sarebbero diversi aspetti “misteriosi” legati ai rimborsi per le famiglie di chi ha subito l’accaduto ma anche in merito alle mancate autopsie sui defunti, cosa che potrebbe portare alla riesumazione delle loro salme.

Crans-Montana: le mancate autopsie e i rimborsi
A distanza di ormai oltre un mese dalla strage di Capodanno a Crans-Montana, sono ancora diversi gli aspetti controversi della vicenda. In particolare, nel tentativo di accertare le responsabilità dell’accaduto, risulta indispensabile determinare le cause dei decessi, arrivati tragicamente a 41 in totale. Ad essere sotto la lente di ingrandimento, in questo senso, i coniugi Moretti, Jacques e Jessica, ma anche il Comune di Crans-Montana.
A destare scalpore e non poco sdegno, però, una fattore importante: i certificati di morte delle vittime non specificherebbero le ragioni dei decessi. Non solo: gli esami tossicologici sulle giovanissime vittime sarebbero stati indispensabili anche per contestare ai proprietari del bar la somministrazione di alcolici a minorenni, una legge che Moretti aveva già violato in passato.
A rendere ancora più amara tale situazione la questione dei rimborsi. Lo scorso 14 gennaio, il Consiglio di Stato vallesano aveva annunciato un rimborso forfettario di 10 mila franchi per ogni vittima e per i feriti dell’incendio. Ma i fondi non sarebbero arrivati.
Cosa succede alle salme delle vittime
In tutto questo, un’altra polemica è dietro l’angolo e riguarda le modalità con cui ora la Procura vorrebbe riparare all’errore relativo agli esami tossicologici. L’autopsia sarà eseguita solo nei casi in cui le famiglie ne facciano esplicita richiesta. Una scelta che gli avvocati Romain Jordan e Ronald Asmar, che rappresentano alcuni parenti delle vittime, hanno criticato.
Non solo. Gli stessi legali hanno spiegato come non sia affatto bella la scelta di attribuire ai familiari questa dolorosa responsabilità di riesumare i corpi dei loro cari e, inoltre, hanno sottolineato che se adesso la Procura disponesse le riesumazioni, ammetterebbe il proprio errore: “Il dovere dell’autorità inquirente è condurre in autonomia le indagini. E decidere cosa sia necessario fare”.